Questo argomento contiene 2 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  gabriele 3 anni, 5 mesi fa.

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  • #1599
     gabriele 
    Partecipante

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    Giovedì le condizioni per un bel San Bernardino bis nel we c’erano tutte. Una bella pioggia tra giovedì notte e venerdì mattina fa infatti partire l’idrometro e per il sabato danno sole in Val Grande. Io, Lolo e Beppe dal CKCC e Fede I da Novara siamo gli unici sicuri di andare, anche a costo di innumerevoli casini vista l’ancora scarsa esperienza. Due special guest CKCC (Fabio, reduce da un Lima due anni addietro e un Trebbia la scorsa primavera, e Remo) e la macchina di ex canoisti del Pante (Pante, Ivo, Emiliano, Mario e Botta) si aggregano all’ultimo minuto, rendendoci così un po’ più sicuri di riportare il materiale a casa.

    Arrivati al ponte sopra la Val Grande (fiume) l’entusiasmo scema, giusto un filo scannato, ma per fortuna la confluenza col San Bernardino più avanti butta un po’ d’acqua dentro. Non ci sono molte altre alternative e decidiamo di entrare. Il Pante crista mentre scende all’imbarco, Ivo un po’ ansioso per la partenza sprint sulla esse e Beppe che si ribalta a metà ma eschima e salva, almeno per il momento, il clean della sua stecca… anzi, causa numerose lamentele che mi sono pervenute nell’ultimo periodo, ho deciso che non parlerò più di bagni, almeno per questo report.

    C’è poco da scegliere tra le linee, una se va bene, e la discesa sui sassi procede senza troppi problemi. Avvicinandosi ad ogni rapida più che un fiume vediamo una composizione di massi labirintica che lascia immaginare molteplici incastri e sifoni. La giornata comunque è forse ancora più bella e calda della stecca con livellone di qualche we fa in compagnia del Nonno, Violo e Giuso e lo spettacolo della gola vale la discesa. Inoltre, rifacendo il fiume per la seconda volta e a velocità ridotta causa livellino, si riesce meglio a memorizzare la successione delle rapide.

    Il primo tratto richiede uno scouting sforsennato, solo qualche casino alla rapida prima di quella del sifone e qualche casino, nell’ordine, di Remo, del Pante e mio alla rapida “Inferno d’acqua” che oggi, sebbene meno potente, manteneva gran parte delle insidie. Remo parte a vista, prende centrale la soglia e si incasina coi massi li davanti un po’ sifonati. Il Pante passa bene la soglia ma è in ritardo totale al sasso al centro a metà rapida, sfila a sx ma con punta a dx e rimane incastrato contro un sassetto sotto. Si stabilizza e aspetta che Remo, che aveva risalito la gola in arrampicata nel frattempo, lo scastri. Io invece pennello l’inizio, prendo una morta a dx prima della soglia, traghettone da manuale per andare a sx ma traghetto così bene che vado troppo a sx e invece che lo slide che si era concordato essere il passaggio migliore mi becco uno stramazzo e inizio a curvare a sx ancora in immersione. Risultato, mi faccio la parte restante della rapida a testa in giù. Visti i livelli scannati, oggi la chiamerei “Inferno di sassi”.

    Altro passaggio degno di nota è la esse, e anche oggi l’ingresso si rivela più ostioso di quanto si potesse credere a guardarlo dalle rive. Molti si spiattellano contro il primo sasso a dx ma se la cavano. Io stavolta non mi lascio fregare e riesco a tenere bene la sx fin da subito, pennello ma mi giro all’ultimo buchetto cavandomela con un eschimo.

    Concluso il primo tratto tiro un sospiro di sollievo, il Pante propone di uscire perché tanto da terzo che era ora è solo un secondo grado ma si prosegue lo stesso. Manco a dirlo, su uno dei rapidini di secondo grado (io lo seguivo da dietro), il Pante va giustamente a sx come mi ricordavo dalla volta scorsa, ma con il livello scannato c’è un bel sasso sporgente e un bel bananone lo ribalta, io inizio a retropagaiare per evitare di centrarlo a tutta velocità, nel mentre prende sassate in testa (racconterà che credeva di star per svenire), poi viene il mio turno e, lento, il bananone gira pure me. L’eschimo salva entrambi. Sembra che sta linea l’avesse suggerita Remo.

    Si chiude così la discesa, sbarco di sesto su per la scalinata della centralina di Rovegro, durante il recupero si raccolgono un due o tre chili di chiodini che Remo aveva ben innaffiato andando a far pipi, e si va a bere e mangiare da Giangi (barsista cordiale della zona). Qui mi complimento con Fabio perché era uno spettacolo vederlo scendere (con la kompressor per giunta) , ci si accapiglia un po’ sui livelli, salutiamo Fede I e ritorniamo di corsa a Cassano.

    Gabry
    CKCC, Sezione Avariati, Sottosezione Extrem

  • #1600
     gabriele 
    Partecipante

    Foto by Pante

  • #1616
     gabriele 
    Partecipante

    Raffica di foto by Pante (ne faccio così pochi che quando ne fo uno scatena su un casino)

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