Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  gabriele 3 anni, 5 mesi fa.

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     gabriele 
    Partecipante

    We Brembo we

    Sabato extrem e domenica easy, magari coi corsisti (avevo strappato l’autorizzazione presidenziale al Sederva ad un Silvano diciamo alticcio). Questo era il piano. Nei fatti il sabato mattina il Pante decide all’ultimo, lascia fregati me e Lolo e ci tradisce coi novaresi per un Orba 1 scannato ma sempre bello, dicono (io conosco solo lo Zamborba 3). Miky neanche si era svegliato.

    Al che Lolo e io puntiamo ad un Brembo pomeridiano, Clo si mostra interessata, chiamo Silvano per confermare l’autorizzazione ma, da sobrio, si rimangia la parola. Neanche il Lambe può venire. Nel mentre Ivo si lascia impietosire dalle faccine whatsapp della Clo, ci mette la patacca da istruttore (che non è mai stato), e in men che non si dica eccoci all’imbarco di San Giovanni Bianco dove incrociamo pure Marco e Matteo della Val Brembana.

    Bella discesa con livello medio che è una nuova esperienza per Lambe e una stecca per Clo. Lambe parte molle e subito mi regala (grazie davvero) un bel bagno alla seconda rapida. Gli porgo la coda e lo porto a riva. Alla barca ci pensa Ivo. Qui scopro che nella xt prestatami dal Lolo (lui barchino ovviamente) non avevo messo la corda e mi inchino simbolicamente alla saggezza del President. Proseguiamo infilando una tiger dopo l’altra, sfiliamo davanti al sasso della nutella, qualche esercizio, un buco che non voleva mollare Lolo ed arriviamo alla bella rapida con chicken a sx e tiger a dx con linguoni e sassi con cuscini vari. Qui, ahimè, Clo prova la tiger sconsigliata da Ivo ma caldamente promossa da me e il Lolo e va a bagno pure lei. Lambe la scampa, diciamo stando centrale. La rapida della signora anche molto bella. Mi faccio seguire dalla Clo e, memore del mio primo Brembo e delle linee bastarde del Pante, punto dritto dritto il bucone a dx, lo sfondo, mi giro e vedo con stupore che pure la Clo passa bene, magari con qualche pagaiata di troppo. Traghettone a sx, rapidelle e bon. Ottimo. Tiger di qui, tiger di là arriviamo sani e salvi allo sbarco all’imbrunire e di corsa torniamo a Cassano.

    E’ domenica. Ore otto al club con Lolo, Silva e Miky. Nord imballato, Brembo alto, proviamo la Val Brembana con affluenti. Capatina fortuita del President che si raccomanda sui livelli. Il Pante ci recupera e si parte. Locals dicono che ha smesso di piovere ma al nostro arrivo diluvia e troviamo orde di kayakisti bergamaschi in delirio, Antonio compreso, abitué come Mario e il Botta, più Fede I e Fede II da Novara chiamati dal Pante. Mezzoldo troppo imballato, Valmora bho, Stabina anche si ma solo il tratto basso. L’indecisione regna sovrana. Ispezioniamo tutti gli affluenti, poi qualcuno dice Brembilla, un fosso nei pressi di Zogno, si va. Scannato. Si ritorna sullo Stabina. Ma come?! Con due ore di pioggia in più! Decido quindi di sfilarmi dai giochi e mi faccio lasciare a San Pellegrino in compagnia di un buon libro. Miky, Pante e Lolo già cambiati, il Silva al seguito per sola assistenza dalle rive.

    Immerso nella lettura, poco dopo, ricevo un messaggino del Silva: “Gabri?” “Si?” “Brembo. Ancora imballato?” “Tutti? O solo io e te? Per me cmq ok” “Tutti. Noi ckcc (e novaresi n.d.r.)” “Andata. Sono ad un bar a san pellegrino. Passatemi a prendere e andiamo” “Fai autostop. Dicono. Ti caricano sicuro” “Digli che sono dei cagasotto e che la prox volta decido io. Ci provo” “Ok Pollice in su”. Sul ciglio della strada nessuno mi carica, intercetto un autobus per San Giovanni Bianco ad un semaforo, una sciura mi offre il biglietto e arrivo a recupero già partito, ma 77 noleggiata giustamente riposta all’imbarco. Qualche casino logistico per il mio abbigliamento da discesa, il Miky che pure aveva lasciato casco e paraspruzzi nella macchina che restava giù (mica per caso siamo della sezione avariati) e siamo pronti. L’acqua che arriva fin su alla scaletta, dico che un Brembo simile (a 230 oggi 250) lo avevo fatto già l’anno scorso con Ettore (e Lolo e Simo) ma nessuno mi crede e si parte. Ondoni e banane sovraproporzionate e il Silva ci regala il primo bagno dopo essersi ficcato in un buco pulsante e inaspettato all’incirca dove il Lambe era andato a bagno il giorno prima. Tutti all’inseguimento della barca, il Pante che la da per persa e io che resto nelle retrovie per dare assistenza al bagnarolo appiedato. Un po’ di nuoto aggressivo con pagaia (che ben apprese al raduno sulle Sture), un traghetto, una bella camminata per la boscaglia, altro nuoto aggressivo e raggiunge la barca. Proseguiamo. Fede I e Fede II un po’ tesi (oltre che bello grosso, il Brembo non lo conoscono, è una stecca) ma tutto fila liscio e in venti minuti siamo già a San Pellegrino. Diga impressionante con ritorno di dieci metri e buco sotto e si continua. Tiger di qui, tiger di là raggiungiamo così la rapida della signora. Il Pante che apre si incasina un po’ sulla destra mentre gli altri che sfilano a sinistra. Poi centro verso il bucone di dx (che oggi si estende anche al centro), traghetto all’ultimo minuto per evitarlo e qui non mi accorgo che il Silva mi stava seguendo, aggancio e sfilo per il linguone a sx, il Silva sfiora il buco, cozza contro la mia barca e si lascia cappottare. Insomma mi ha seguito sulla tiger ma non si è dimostrato all’altezza della Clo del giorno prima. Nuota a riva e recuperiamo la barca con il Miky che mi crista dietro. Concludiamo così il fiume, ultimiamo il recupero e andiamo a rifocillarci al Sogno di Zogno. Panini e birre (Miky tè freddo) per tutti, salutiamo i novaresi e ritorniamo a casa sani e salvi.

    Non siamo rimasti all’asciutto ma si poteva fare di meglio.

    Gabry
    CKCC, Sezione “Avariati”, Sottosezione “e basta”

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